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Percorso storico - religioso

chiesa matrice Chiesa di San Nicola di Mira (Matrice)
Distrutta dal terremoto del 1783, è stata ricostruita nel 1780. La facciata principale ha un portale sormontato da un timpano, elemento ripetuto nella copertura.  All’interno, le navate laterali sono ribassate rispetto alla navata centrale. Sulla sinistra si eleva il massiccio campanile a base quadrata.
L’interno trinavato ha un imponente altare maggiore al centro dell’abside. Particolarmente belle, ai lati della statua del Titolare, sono due colonne di marmo a spirale con disegni ad intarsi di diversi materiali e colori (provengono da una delle chiese distrutte dell’antica Santa Cristina). Nelle navate laterali, con soffitto a cassettoni, ci sono l’altare del Crocifisso e quello dedicato alla madonna del Carmelo.
Impreziosiscono la chiesa gli affreschi eseguiti negli anni ’50 del Novecento dal pittore Grillo.
Dell’artista di Pizzo si ricordano il dipinto della Vergine che sconfigge il demonio, sistemato nella navata centrale, quello raffigurante San Pietro che consegna le chiavi della chiesa a Pio XII sotto lo sguardo del Cristo che si trova prima dell’arco trionfale e poi, quello della Vergine in Trono nel catino dell’abside.
Da ammirare, inoltre, un quadro della Madonna della Porta del XVIII secolo (secondo una leggenda il simulacro sarebbe rimasto miracolosamente sospeso su due mattoni, nonostante la nicchia che lo custodiva fosse crollata a causa del terremoto del 1783) e un antico fonte battesimale in marmo scolpito.

 

chiesa dell'oratorioChiesa dell’Assunta (oratorio o cresiòla)
E’ un antico oratorio costruito nel 1864. Ha una facciata con timpano superiore e campanile affiancato sulla sinistra.
L’interno a unica navata, con soffitto a stucco e abside, custodisce una statua ottocentesca della Madonna dell’Assunta.
La parte esterna è stata restaurata cosi come è stata rifatta la pavimentazione dell’antistante spiazzo.

 

Chiesa di San Fantino
La sua edificazione nella frazione Lubrichi iniziò dopo il terremoto del 1783, quando la precedente chiesa dedicata alla SS. Trinità andò distrutta. Per la sua costruzione, iniziata nel 1789 come risulta da una incisione presente nell’edificio, ci vollero diversi anni e soltanto nel 1877 fu dotata di un pavimento.
Al suo interno è visibile un fonte battesimale in marmo recante la data 1735. di pregio, e per alcuni, opera del pittore di Taverna Mattia Preti, è lo splendido quadro della Madonna del Rosario in cui la Vergine, vestita con abito bianco e un mantello azzurro, ha in braccio il Bambinello  e ai piedi i Santi Domenico e Caterina. Il dipinto (cm 190x120) è stato realizzato su due tele unite e cucite a mano.

 

Palazzo Longo – Mazzapica
Edificato agli inizi dell’Ottocento, conserva un portale in pietra squadrata con arco a tutto sesto e decoro alla chiave di volta. Sulle finestre del piano alto si alternano due diversi tipi di cornice decorativa e sulla facciata principale, incorniciato da un ovale in pietra, si può notare lo stemma della famiglia Mazzapica. E’ il primo edificio di Santa Cristina costruito dopo il terremoto del 1783.

 Palazzo Longo-Mazzapica-Francica

 

Palazzo Francica
E’ la continuazione del palazzo Longo – Mazzapica, (è lo stesso corpo di fabbrica), ha un portale a tutto sesto con stemma alla chiave di volta.

 

Torre dell'orologioTorre dell’orologio
A pianta quadrata, la torre dell’orologio, fu edificata nel 1831. Ha due quadranti  che guardano verso la piazza uno, e verso il rione “macello” l’altro.  Sono stati alzati dalla posizione originaria per essere ben visibili da lontano. La torre civica termina con una cornice aggettante dentellata e sopra di essa la campana che scandisce con suono vibrante il passare dei minuti e delle ore.

 

 

 

 

monumento ai cadutiMonumento ai Caduti
Opera dello scultore oppidese Concesso Barca, si trova in piazza Vittorio Emanuele II.

Il gruppo statuario rappresenta due soldati in azione di guerra.

 

 

 

 

 

 

monumento algi emigratiMonumento in onore agli emigrati
Su corso Umberto I è stato realizzato questo monumento per ricordare i numerosi cristinesi  che hanno dovuto lasciare il proprio paese alla fine degli anni 60. Un grande mappamondo è sorretto da una base rettangolare in cemento su cui è stato fissato un bassorilievo con scene di partenza in una stazione ferroviaria. Più in alto, tra il verde, una Madonnina e sul muro di sostegno una frase di V. Cardarelli: « E dopo tanto errare godo in te ritrovarmi, terra mia, di cui porto l’immortal febbre nel sangue ».

 

"funtanini"I funtanini (vecchio Lavatoio)
All’uscita superiore del centro abitato, lungo la Statale 112, si trova questo lavatoio coperto,  sopraelevato rispetto alla sede stradale.
E’ caratterizzato da due gruppi di vaschette a forma quadrata a doppio binario (un tempo servivano da serbatoio per l’irrigazione degli orti), divise da un canale di alimentazione che prende l’acqua da due fontane centrali. Le donne, quando ancora mancava l’acqua nelle case, si recavano per lavare i panni, ecco perché si chiama lavatoio. Accanto c’è un’edicola che custodisce la Madonnina della Montagna.

 

croce di "mpau"Croce di acciaio
In contrada ‘mpau è stata eretta una croce in ferro e ricoperta in acciaio alta 10 metri e una larghezza di braccio pari a 4,60 metri.
L’imponente croce, che si vede sin dalla piana, è posta su un grosso basamento in cemento armato. E’ stata realizzata dalla Pro Loco alla fine degli anni ’80 del novecento.

 

calvarioCalvario
Si trova alla fine del paese, sul lato nord. La croce, simbolo del martirio di Gesù, è stata eretta nel 1910. al calvario giunge la Via Crucis del Venerdì Santo.
 

Comune di Santa Cristina d'Aspromonte

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